15 gennaio 2008: il Tango conquista la Filarmonica di Berlino !!! Che questo stile, nato come popolare in mezzo ai locali fumosi ed affollati di Buenos Aires e Montevideo, fosse assurto a musica d’alto contenuto artistico grazie all’operato di alcuni grandissimi esecutori e compositori, argentini e non, è un fatto storicamente assodato. Che, però, un sestetto, formazione standard, riuscisse a conquistare la platea di uno dei più importanti templi della musica classica, se non è una novità in assoluto, certo conferma un’investitura per una delle realtà più significative del genere in Europa: i Cantango Berlin. Con la partecipazione in qualità di solista di Klaus Stoll, il mitico primo contrabbasso-solo dei Berliner, Andrej Sur, primo violino dell’Orchestra Sinfonica di Berlino, Peter Reil, bandoneon, Manfred Presi, clarinetto dei Berliner Philharmonic, Josè Vittores, chitarrista ecuadoriano, Javier Tucat Moreno, compositore e pianista argentino ed Ofelia Stoll, contrabbassista dei Berliner Symphoniker e dell’Orchestra Sinfonica di Berlino, portano nelle sale dell’edificio progettato dall’archietto Hans Scharoun la musica “sporca” e frenetica delle balere e delle sale da ballo, presentando alla platea, avvezza a tutt’altro ascolto, un repertorio misto di classici e moderni, che ripercorre un secolo di musica “tanguera”, a partire da “El clocho” di Angel Villoldo, datato 1898, passando per autori storici - Jesus Ventura, Anibal Troilo, Armando Pontier, Agustin Bardi -, incursioni nel classico - Kurt Weil - e nel neotango del leggendario Piazzola - imperdibili per gli amanti del nostro strumento, Kicho e Contrabbajando, nell'originale elaborazione di Josè H. Cibils - fino ad arrivare al nuovo millennio che si affaccia con una composizione del pianista dell’ensemble, Javier Tucat Moreno. Un evento live immortalato su CD e prodotto dalla IPPNW-Concerts, un'associazione di Fisici per la Prevenzione alla Guerra Nucleare
Tracks:
Jesús Ventura (Lebensdat. unbek.) - A la gran muñeca (1920)
Angel Villoldo (1861 - 1919) - El choclo (1898)
Javier Tucat Moreno (geb. 1973) - A la flaca (2001)
Julián Plaza (1928 - 2003) - Danzarín (1958)
Aníbal Troilo (1914 - 1975) - Garua (1943)
Kurt Weill (1900 - 1950) - Youkali (1934)
Armando Pontier (1917 - 1983) - Trenzas (1945)
Astor Piazzolla (1921 - 1992) - Kicho (1970)
Astor Piazzolla - Bordell 1900 aus L'Histoire du Tango (1986)
Astor Piazzolla - Milonga del ángel aus der Suite del Ángel (1965)
Astor Piazzolla - Resurrección del ángel aus der Suite del Ángel (1965)
Agustín Bardi (1884 - 1941) - Gallo ciego (1917)
Astor Piazzolla - Biyuya (1979)
Astor Piazzolla - Contrabajísimo (1984) Kadenz von José H. Cibils
Astor Piazzolla - Oblivión
Musicians:
Andrej Sur Violine Peter Reil Bandoneon Manfred Preis Klarinette José Vitores Gitarre Javier Tucat Moreno Klavier Ofelia Stoll Kontrabass Klaus Stoll Kontrabass
Dopo l’omaggio alla musica di Astor Piazzolla con il Cd Cantango Berlin n.1, l’omonima formazione strumentale, accresciuta di un elemento rispetto alla prima configurazione in quintetto, ritorna sul tema “tango” affrontandolo più ad ampio spettro attraverso una carrellata di brani scritti da famosi autori affiancati a gradevolissimi esercizi di stile di recente composizione. Ne viene fuori un garbato mosaico tra gli originali degli anni 30, carichi di una sonorità assolutamente riconoscibile e caratteristica che ha marcato l’immaginario musicale degli amanti del ballo di tutto il ‘900, e le composizioni più moderne, di cui due di pugno dell’arrangiatore e contemporaneamente anche direttore dell’intero pacchetto musicale, Javier Tucat Moreno, che è anche il pianista del sestetto Cantango Berlin. Moreno conosce il tango a fondo, sia perché come tutti gli artisti della sua terra se lo porta nel sangue, sia perché ha imparato a suonarlo e ad arrangiarlo frequentando la famiglia Pugliese, dove il tango è di casa da generazioni. Un piccolo omaggio alla sua maestra Beba Pugliese è la cura musicale e l’inserimento nel cd di una sua composizione, "Suenos y sombras". Moreno, attraverso i suoi arrangiamenti ed allo stile di conduzione, regala al gruppo una uniformità davvero considerevole, caratterizzata dal grande equilibrio tra gli strumenti e contemporaneamente dal giusto lasciato spazio ai virtuosismi di ciascun componente, senza perdere uno stile unico e riconoscibile e non scadere nel rischio della monotonia, così pericolosamente presente nei progetti tematiciti questo tipo. Altra caratteristica non poco importante è la grande “ballabilità” di questa raccolta, che sembra nata per allietare le sale da ballo frequentate da appassionati tangueri, pur non annoiando chi il tango lo ama anche solo per ascoltarlo. E’ sempre Moreno il fautore della scelta del melange sonoro, composto inizialmente da bandoneon, violino, pianoforte, chitarra e contrabbasso, arricchitosi nel 2006, alla realizzazione di questo secondo progetto musicale, della collaborazione del clarinetto di Manfred Preis, in forza alla prestigiosa formazione dei Berliner Philarmoniker. Una vera chicca, in questo lavoro dallo stile raffinato, è la presenza dell’esecuzione di "Kicho", l’unico brano di Piazzolla presente in questo secondo progetto dedicato al tango ed alle sue avvolgenti atmosfere, con il maestro Klaus Stoll nella parte del contrabbasso solista. Una lettura struggente, dal suono caldo e malinconico, che per un attimo allontana l’ascoltatore dall’istintualità del ballo per invitarlo a fermarsi e gustarne tutta l’appassionata cantabilità. Una particolare attenzione merita la provenienza dei membri del sestetto CanTango Berlin, una contaminazione di Sudamerica ed Europa, con una punta di est europeo. Dipenderà proprio da questo mix, il gusto speciale della musica dei CanTango Berlin? Da non escludere!
L’impatto immediato della copertina di questo primo album personale di Lila Horovitz è garantito.
Restituisce immediatamente impressioni arcaiche e sensuali al contempo, con un accostamento di curve concave e convesse, simbolo di maternità e parto, nella musica così come nella vita.
E’ la stessa Lila a raccontare che questo progetto musicale è cresciuto e maturato proprio in coincidenza con la gravidanza di uno dei suoi bambini, viaggio fondamentale tra le emozioni più profonde per una donna strumentista, ma anche compositrice. Il suo percorso musicale è comunque una continua scoperta. Un inizio nei gruppi di musica rock e pop, l’incontro col jazz , quello folgorante con la tradizione musicale popolare argentina, in particolare con il tango, e con il contrabbasso, di cui racconta di essersi innamorata “immediatamente e per sempre”.
Da allora, con gli studi classici di tecnica strumentale, armonia e composizione comincia per lei un cammino a doppia corsia, dove la scoperta dei classici e della musica sinfonica e cameristica non scalza via dalla sua vita la passione per il tango e per il suo linguaggio diretto e primordiale.
A questo amore antico e duraturo giovano i nuovi strumenti che la Horovitz si ritrova a padroneggiare via via col tempo, per scrivere di tango, con la sua idea di tango, senza abbandonare la propria ricerca interiore; ma anche per suonare tango, con il suo personale suono, in ensemble o con un assolo sul suo strumento. Da questo cammino nascono i suoi brani originali. La sua vena compositiva raccoglie tutte le caratteristiche classiche del tango, il forte impatto tematico, lo sviluppo ritmico avviluppante e mai lontano dal senso della danza. Nelle sue composizioni sembra non discostarsene quasi mai, eccezion fatta per alcuni momenti di ricerca armonica e sonora e qualche puntata in ambiti di contaminazione che potremo definire “free tango-jazz”.
Sono coinvolti nel suo progetto artistico il pianista Juan Esteban Guacci con cui in altri ambiti, anche della vita, forma un duo stabile, una sezione di fiati affidata a Ramiro Obedman, il bandoneonista Mike Augustusson e, come “special guest” un sensualissimo Walter Rios al bandoneon e la calda voce di Susana Rinaldi, altra collaborazione professionale costante.
Sono loro ad affiancarla nell’esecuzione dei classici del tango argentino inseriti in questo progetto.
Per il suo disco Lila Horovitz sceglie 11 brani, 7 originali di cui è, oltre che esecutrice da sola o in gruppo, anche compositrice, e 4 “ospiti di eccezione” per parlare di Tango con la “T” maiuscola. A cominciare da Carlos Gardel, il più grande mito della cultura popolare argentina, creatore del “tango canzone”, dalla vita turbolenta e dalla morte improvvisa. Di sicuro “El dia que me quieras” è una di quelle canzoni che non puoi scrollarti di dosso dopo averla ascoltata eseguire, ancor più se avvolta dalla speciale atmosfera di una tangheria. L’esecuzione di Rios e Horovitz, priva del testo struggente e del brivido di una voce, deve puntare tutto sul suono ondeggiante e malinconico che ad un tango di Gardel non può mancare. E ci riesce, meglio e con punte di profondo gradimento, soprattutto quando i due strumenti non si scambiano le parti e rimangono ognuno nel proprio ruolo, proprio come nel tango, elegante e rigoroso, dove i ruoli tra uomo e donna non possono essere cambiati.
Forse meno conosciuti al grande pubblico ma non meno importanti nella storia del tango argentino sono Juan Carlos Cobian, pianista virtuoso e compositore, e il grande Anibal Troilo detto il "Pichuco", definito come il "bandoneón mayor de Buenos Aires" e direttore dell’orchestra del Cafè Germinal, tra le cui file il tango argentino ha conosciuto molti tra i suoi momenti migliori. Infine non poteva mancare un tributo ad Astor Piazzolla, con un tema notissimo, quello di “Contrabajeando”, di cui però forse non tutti sanno che la genesi è legata proprio alla amicizia e frequentazione tra Troilo e Piazzolla , in un periodo di feconda collaborazione musicale fra i due grandi rappresentanti di due diverse generazioni del tango.
Ci vuole sempre molto coraggio a cimentarsi in un classico del virtuosismo, dove padronanza strumentale ed interpretazione devono fare entrambi la propria parte. L’intelligenza di Lila sta nel darne una lettura molto personale e nel non trascurare, neanche in questo momento di esposizione solistica, il respiro “tanghero” che questo tema non può perdere.
I versi di Rainer Maria Rilke, uno dei più importanti poeti di lingua tedesca del XX secolo che con l’arte e la sua espressione si è confrontato per tutta la sua tormentata vita, accompagnano in chiusura l’immagine simbolo di questo progetto. Le sue parole, dedicate ad un “giovane poeta” contengono un richiamo a chi, in qualunque epoca, intende definirsi come “artista”.
“Todo es llegar a término y después dar a luz.
Dejar que cada impresión, cada germen de un
sentimiento se perfeccione totalmente en sí
mismo, en lo oscuro, en lo indecible,
inconsciente, en lo que es inalcanzable para la
propia razón, y esperar con profunda humildad y
paciencia la hora del alumbramiento de una
nueva claridad: esto solo significa vivir
artísticamente, tanto al comprender como al
crear. ”
Tracks:
01 - Sorprendidos Transeúntes -solo bass-
02 - Preludio del Primer Dia (Incertidumbre, Deseo, Devenir)
03 - Infinitamente
04 - Nacimiento -solo bass-
05 - El dia que me quieras
06 - La Casa Nueva: I) Lo que traigo II) Lo que encuentro III) Lo que nace
09 - Contrabajeando -solo bass-
10 - Los Mareados
11 - Sur
Musicians:
Lila Horovitz - Double Bass
Mike Augustsson - Bandoneón (2,6,7,8)
Ramiro Obedman - Sax (2,6,7,8)
Juan Esteban Cuacci - Piano (3)
Walter Ríos - Bandoneón en (5,10)
Susana Rinaldi - voice(11)