Edicson Ruiz - Divertimento Concertante di Nino Rota

Berlin, 4 November 2007 - Berliner Philharmonic - Herman Woolf Hall: 125th Anniversary of Berliner Philharmoniker Orchestra

Raccontare di una performace live significa descrivere un evento unico, la cui singolarità, frutto del rapporto tra le varie figure semantiche che ne partecipano, ovvero il soggetto performante, l'esecutore, con le sue abilità tecniche, il suo background didattico e la sua storia, l'atto performativo, costruito sulla scelta di un repertorio, di uno stile interpretativo, che si muovono all'interno di una cornice socioculturale definita dalla contingenza di molteplici fattori, i cui i più evidenti possono essere il luogo, il fattore temporale, la situazione storica, economica, il contesto, la posizione sociale ed il rapporto tra esecutore e pubblico, e il soggetto percepiente, pubblico auditore e coprotagonista, attore egli stesso nel porre in gioco le proprie aspettative e la particolare abilità/disabilità nel cogliere/non cogliere/ignorare le istanze messe in campo, rimane tale nella sua irriproducibilità anche una volta registrato su supporto temporale.

Raccontare Edicson Ruiz, giovane contrabbassista venezuelano, cresciuto nella Simon Bolivar Orchestra sotto la guida didattica del M.° Felix Petit, già a 16 anni Berliner Philharmoniker, dove ha proseguito gli studi con il virtuoso Janne Saksala e con il leggendario Prof. Klaus Stoll, che esegue il "Divertimento Concertante" per contrabbasso solo di Nino Rota, autore la cui produzione sinfonica e concertistica è stata offuscata dalla popolarità dei lavori svolti nell'ambito della musica per film, all'interno di una cornice quale il 125° anniversario dei Berliner Philharmoniker, istituzione orchestrale tra le più prestigiose al mondo, costituisce un evento unico molto significativo, non solo in quanto testimonianza dell'apertura ad un repertorio e ad uno strumento che acquistano sempre più valore, ma anche dell'investimento e della fiducia che il musicista ha saputo conquistare, grazie ad un'abilità musicale che trova la sua forza nella serietà, professionalità e capacità comunicativa.

Scritto per e dedicato al grande contrabbassista Franco Petracchi, che ha insegnato presso il Conservatorio di Bari nei medesimi anni del M.° Rota, il "Divertimento Concertante per Contrabbasso e Orchestra", in quattro movimenti è una delle composizioni strumentali più note dell'autore, sia per la particolarità dello strumento solistico, che all'epoca era ancora inconsueto in tali vesti, sia per le peculiarità linguistiche, che ne fanno uno dei più interessanti esempi dello stile, in un perfetto bilanciamento tra recupero di forme tradizionali ottocentesche, ispirazione melodica, invettiva sintattica ed arguzia armonica, mai vincolati da un virtuosismo strumentale fine a se stesso.

La Hermann-Wolff-Saal è gremita e l'attesa, nonostante la simultaneità di eventi coincidenti all'interno della stessa Philharmonie in festa, è molta: il pubblico, tra cui alcuni contrabbassisti noti dell'area berlinese, è visibilmente interessato ed incuriosito. Accompagnato dal pianista inglese Rhody Clark, Ruiz imposta la performance sul terreno che è più consono alla produzione del compositore italiano, ovvero quello della cantabilità e dell'emotività. L'esecuzione vive sul filo dell'emozione di una musica che trova la sua forza nell'investimento semantico della performance stessa, nella capacità di infondere allo strumento quel surplus di sensazioni e valori che fanno della naturale vena melodica dell'opera la forza dominante. L'interpretazione, che per certi versi - arcate ed alcune parti della diteggiatura dell'aria, soprattutto - si discosta dalla tradizione petracchiana, per avvicinarsi di più filologicamente alla partitura originale, stabilisce per tutto il dipanarsi dell'evento un atteggiamento che intende dare maggiore preponderanza all'atto comunicativo, come l'istanza del "Divertimento", genere d'intrattenimento dal carattere celebrativo, gioviale e libero, impone. Il pubblico, avvolto in una magica atmosfera mista di stupore per una indiscussa abilità tecnica che fanno di Ruiz un astro nascente del panorama internazionale, e di passione, per nulla sopita nonostante i molteplici impegni che la giornata di festa dei Berliner prevede, non solo approva, ma partecipa, vive sulla gioia ed emotività di un Allegro maestoso che il musicista interpreta con calorosa forza e coinvolgimento, sulla austerità burlesca della Marcia, sulla melanconicità della stupenda linea melodica dell' Aria ed infine sulla trionfalità gioiosa e spensierata, - ma quella spensieratezza tipica della grammatica rotiana, che non si abbandona mai alla banalità formale, ma trova le sue fondamenta nel connubio tra astrattezza avanguardistica e idioma operistico - del Finale, in un crescendo di suspence. La dimostrazione che la forza che sottende al successo dell'azione non sta nell'evento, nel personaggio o nell'opera in se e per se, ma nell'insieme di tutte queste componenti e che l'abilità dell'interprete non sta soltanto nel valore della performance, ma anche nella naturalità, nella devozione, nell' approccio totale all'attività musicale, nella capacità di trasmettere un senso di sublimazione unico che accomuna soggetto performante e soggetto percepiente. Il concerto finisce, il musicista ringrazia, si sofferma ancora, ringrazia di nuovo, quasi ad una ad una le persone, tantissime, presenti, come se fossero loro i protagonisti, perché la musica vive di compartecipazione, e non esiste musica, se non nell'affermarsi del suo atto comunicativo...

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Berlin Philharmonic

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