Oggi come oggi, pensare ad un ensemble di soli contrabbassi, almeno per il nostro pubblico di settore, appare quasi normale, dopo le peripezie virtuosistiche dell’ Orchestre des Contrabasses, del gruppo Bassione Amorosa e della nostra Bass Gang. Ma, immaginate negli anni ’60, quando i solisti dello strumento ancora si potevano contare sulle dita della mano? Ebbene, è proprio in quegli anni che matura tra i membri dei Berliner Philharmoniker il progetto di un quartetto di contrabbassisti, che riprendesse una tradizione, assai sconosciuta, che, in realtà, aveva avuto una serie di antecedenti di prestigio, sfortunatamente con poco seguito. Il documento che presentiamo in quest’articolo ha dell’eccezionale perché è la testimonianza di un repertorio che se non fosse stato riprodotto e registrato su nastro dal quartetto composto da Klaus Stoll, Friedrich Wit, Erich Hartmann e Wolfgang Kohly, probabilmente sarebbe andato perso. Apre l’album l’Adagio ed Allemanda per quattro viole da gamba di David Funck (1630-1690 ca.), forse la prima composizione del genere; seguono due opere dall’indubbio valore storiografico, ovvero la Suite für Contrabasse di Bernhard Alt ed il Praeludiun für 4 Kontrabasse di di theodor Albin Findeisen che testimoniano l’interesse per un ensemble di questo tipo fin dalla prima metà del secolo precedente. Le partiture di entrambe sono state in anni recenti stampate dalla casa editrice belga MesaMusic. Mobile Perpetuum di Helge Jorns e Logs di Paul Chihara sono invece opere assolutamente differenti rispetto, in quanto emerge evidente l’approfondimento di tematiche e questioni acustiche più orientate verso la musica d’avanguardia. Di notevole interesse l’arrangiamento dell’Ave Verum Corpus mozartiano ed il Quartetto che chiude l’album, scritto dal contrabbassista Erich Hartmann, dai sapori e contenuti più squisitamente classicheggianti.