petite pièce pour contrebasse pizzicato en double-stops
"Pretty Slow-Lille" é un piccolo brano per contrabbasso che scrissi nel 1995, durante una "résidence d’artiste" a Lille, cittadina del Nord della Francia, piccola, calma ma con un fascino particolare e con abitanti particolarmente accoglienti e generosi. Nel quadro di questa "résidence", tenni alcune attività pedagogiche, ed ebbi l’opportunità di creare un settetto con musicisti locali, con i quali facemmo una serie di concerti, tra cui una performance di contrabbasso solo.
Double-stops pizzicato - Sono da sempre molto sensibile a questa tecnica particolare che mi appassiona - forse anche perché il mio primo strumento fu una chitarra – e che mi ha spinto a ricercare varie possibilità del suo impiego sul contrabbasso. Anche se non si tratta di accordi, due note suonate contemporaneamente possono suggerire tante armonie e creare degli spazi particolarmente espressivi. L’uso di questa tecnica si rivela molto utile per il contrabbassista « improvvisatore-accompagnatore », soprattutto in duetto – con canto o con strumento solista (monodico) – o in trio, per esempio, con l’aggiunta di percussioni. Naturalmente é possibile anche farne uso con strumenti polifonici – piano, chitarra, vibrafono, accordéon, etc. – quando sono suonati con il dovuto senso di « retenue » e con il necessario « savoir faire » nella scelta dei registri e delle eventuali densità armoniche.
Alcuni esempi del mio utilizzo di questa tecnica si possono trovare :
- - CD « A SIP OF YOUR TOUCH » - NTCD 402 (Piantranese, solo double-bass; But not for me, duo with Dave Liebman; Do you feel what I feel, duo with singer Rachel Gould)
- - CD « ROSES & ROOTS » - NTCD 373 (Roots Routes, duo with drummer Joey Baron)
- - CD « DOUBLE TAKE » - RMCD 4502 (I’m a fool to want you, duo with guitarist Joe Diorio)
- - CD «UN COUPLE EPATANT - CAVALE – APRES LA VIE » - Universal 067 028-2 (Riccardo Del Fra's soundtrack for Lucas Belvaux's trilogy)
La particolarità di « Pretty Slow-Lille » é nella sua utilità a fini pedagogici :
per l’intonazione, grazie anche al RE (open string) onnipresente e referenziale nel primo passaggio dove, sulla 1a corda, da SOL a SOL ottava, vengono suonate tutte le note dello spettro cromatico ;
per la qualità del suono in pizzicato da ricercare per ottenere un sustain rotondo e di eguale durata tra la nota grave e quella più acuta ;
per la mano sinistra, per quanto riguarda la touche e la pressione giusta e equilibrata, ma anche l’impiego delle dita dell’altra mano dove varie opzioni sono possibili: due corde possono essere pizzicate contemporaneamente, per esempio, con pollice e indice (ma anche con indice e medio o ancora con pollice e medio). Le due corde possono anche essere pizzicate non contemporaneamente, per esempio, la più grave é suonata prima, come un’appoggiatura. Le possibilità sono davvero numerose, offrendo anche ricche sfumature ritmiche.
Suggerisco 2 varianti per la mano che pizzica: nella prima parte, pollice sul RE, indice e medio in alternanza sul SOL, corde pizzicate contemporaneamente ; nella seconda parte, pollice sulla nota più grave, indice e medio in alternanza sulle note più acute lungo tutto il brano, suonare prima la nota grave con il pollice poi la nota più acuta con l’indice o medio – a scelta.Per l’altra mano : non vibrare ! ( in fase di apprendimento ).
Mi auguro che assaporerete il piacere di « faire resonner ensemble » questi intervalli.
Buona musica,, Riccardo Del Fra