Correva l’anno 1932 quando il Primo Contrabbasso dei Berliner Philharmonic chiese a Bernhard Alt, ottimo compositore, violino nella medesima orchestra, di scrivere della musica per contrabbasso. Egli compose, insieme a quattro piccoli pezzi romantici, per piano e contrabbasso, un delizioso quartetto sulla melodia di Edward Grieg, chiamata "Kobold" ; ciò ispirò quattro contrabbassisti della Philarmonic a suonare insieme. Così, pochi mesi dopo, Alt scrisse, con una eccellente conoscenza delle peculiarità tecniche dello strumento, una “Suite für Vier Kontrabässe”, che fu suonata con incredibile successo in alcuni recitals ed alla Philharmonic stessa, durante un concerto diretto da Arthur Nikisch.
L’evento ebbe una buona risonanza, ed un anno più tardi, nel 1933, quando la Gewandhausorchester di Lipsia perse il suo prominente violoncello solista, Julius Klengel, il Primo Contrabbasso, Theodor Albin Findeisen, colse l’occasione per scrivere un quartetto per soli bassi, il cui Preludio fu suonato, per la prima volta, durante il funerale del collega defunto Klengel. Come la “Suite” di B. Alt a Berlino, il quartetto di Findesein fu pubblicato immediatamente, ma in un ridotto numero di copie, sicché queste prime edizioni originali sono assolutamente rare ai giorni nostri. Entrambe le composizioni vennero eseguite occasionalmente, anche se quella di Alt con maggior frequenza. Nel 1942 la Suite era ancora così conosciuta, che un nuovo lavoro fu scritto dal grande compositore svizzero Joseph Lauber, e dedicato al Quartetto della Berlin Philharmonic Orchestra. Prima della sua premiere, il famoso solista Hans Fryba ne prese visione e ne trascrisse la partitura, per presentarla ai suoi colleghi in Berlino. Fino al 1947, questi pezzi erano l’unico repertorio per un ensemble di tale tipo. E’ risaputo inoltre che alcuni dei principali bassisti della Berliner Staatsoper suonarono in una formazione-quartetto intorno al 1950.
Nel 1947, il giovane compositore americano Gunther Schuller, compose inoltre un quartetto per bassi in stile avanguardistico, e di non facile realizzazione, raccomandando alcune “scordature” durante l’esecuzione. In un reciproco scambio epistolare, il M.° Schuller mi raccontò una particolare aneddoto intorno alla sua realizzazione: egli mostrò la partitura all’inizio degli anni ’50 ad Arnold Schoenberg, durante una sua visita. Schoenberg, sorpreso, apprezzò questa insolita combinazione strumentale, ed, analizzandola con attenzione, scoprì che il primo accordo era identico all’ultimo del suo famoso “Concerto per Piano”, scritto nel 1930. Non fu una vera e propria “gaffe” per Schuller, dal momento che, quando poi egli stesso spiegò al grande Schoenberg che aveva scritto quel passaggio come segno di profonda ammirazione per il maestro, guadagnò un sorriso per la sua palese dedica. Il quartetto di Gunther Schuller fu eseguito in tutto il mondo ed è ancora oggi una delle poche interessanti composizioni che abbiamo in repertorio: celebre la sua esecuzione durante una convention di contrabbassisti tenuta nella Berlino dell’Est nel 1973.
Nel 1968, quattro basssisti ddella Berlin Philharmonic, Klaus Stoll ( io stesso !!!), Erich Hartmann, Manfred Dupak e Wolfang Kohly, scoprirono questa piccola storia e cominciarono a provare qualsiasi cosa disponibile, proponendo il risultato alla stazione radio SFB di Berlino, che registrò e diffuse la performance. Inoltre, chiedemmo ad un’altra stazione radio, la R.I.A.S.- Berlin, di fare un’altra registrazione: essi accettarono, ed il tecnico di produzione della sessione, Helge Jörns, fu molto colpito da quel mondo di suoni così speciale, che, spontaneamente, compose un nuovo quartetto, un piccolo pezzo drammatico, chiamato “Mobile Perpetuum”. Il nostro quartetto mantenne sempre in programma questa composizione, che abbiamo eseguito sempre più frequentemente dopo il 1970. Quel lavoro ebbe un notevole successo, ma non fu mai pubblicato. Certo, non era affatto facile vendere biglietti per un concerto di soli contrabbassi, ma fummo felici di essere invitati a suonare in una grande sala, come la Waseda Hall di Tokio, o la Wigmore Hall di Londra, dove fummo accompagnati in una formazione ad-hoc con Barry Guy e Rodney Slatford, al quale va gran merito dell’organizzazione di quell’evento. Mr. Slatford stesso commissionò, inoltre, un lavoro al M.° Angel Pena, la cui prima performance, con gli “American Basses” di Daryl Runswick, eseguimmo, durante una tournée in Gran Bretagna, a Londra, Manchester ed in occasione del Festival di Aldeburgh nel 1974, io, Robert, Barry Guy ed E. Hartmann, Questa non è tutta la storia, disponibile oggi in due album, ma solo una parte di una tradizione immortale: altri quartetti nacquero in Alaska (Anchorage), Tokio (Acanthus), Belgio (Maurice Aerts Quartet), Bucarest (grazie ai notevoli contrabbassisti della Scuola “Joan Cheptea”). Tutti quanti sono disponibili su registrazione, anche se solo in formato analogico: solamente i quartetti che hanno avuto produttori o co-produttori giapponesi sono fortunatamente disponibili in CD ora. Negli anni ’90, altri ottimi gruppi intercontinentali documentarono il loro repertorio tramite registrazioni: il primo quartetto che guadagnò fama internazionale per la sua peculiarità, è la Bass Gang, nata in Italia ma attiva in tutti i continenti... spero che non smetteranno di suonare prima di avere compiuto 360 anni (vale a dire, 80 ciascuno)...li adoro !!!
Reference:
Kobold, by Bernhard Alt, 1941
Suite für Kontrabässe, by Bernhard Alt, Joseph Lauber’s Quartet, 1942
Quartet for 4 Double Basses, Gunther Schuller, 1947