In questo articolo vorrei presentare un argomento un po’ particolare rispetto ai miei soliti: vorrei parlare di corde, delle loro peculiarità timbrico espressive e del loro utilizzo in base alle esigenze dell’utente. La scelta delle corde è molto importante per diversi motivi: valorizza lo strumento, semplifica lo studio in quanto rende più semplice il lavoro della mano destra grazie alla prontezza di emissione, facilita il lavoro della mano sinistra (meno pressione), … in sintesi, la scelta di una corda ottimale favorisce un rapporto con lo strumento più piacevole e meno frustrante. Il contrabbasso – lo strumento tradizionalmente ingrato! – ciò malgrado può essere messo in condizione di funzionare meglio: chissà che con la corda giusta alla fine non si dimostri un po’ più grato nei nostri confronti!
È proprio partendo da queste riflessioni che è nata questa interessante esperienza con le corde che vi racconteremo, esperienza che si è ora trasformata in un articolo di Xbass.
Tutto è nato dalla passione di un mio allievo per la messa a punto dello strumento: mosso dalla curiosità iniziò a provare diversi tipi di corde. Prima le tradizionali, poi quelle un poco più avanzate per approdare infine a corde di nuova concezione.
Amin Zarrinchang, questo è il suo nome, è allievo del biennio di II livello del Conservatorio G. Rossini di Pesaro, ed è ovviamente l’artefice di questa ricerca. Il mio ruolo in questo caso si è limitato semplicemente a stimolare questa ricerca e supervisionarla.
Vorrei sottolineare che le corde testate sono state molte di più di quelle riportate, ma che abbiamo deciso di limitare il loro numero per rendere l’articolo più snello: si tratta di quelle più diffuse tra gli strumentisti, e rappresentano in modo abbastanza preciso le tendenze e le mode di questo periodo.
Per concludere, ribadisco che né io né il mio allievo intratteniamo rapporti di interesse privato con i costruttori. L’articolo è frutto di un lavoro svolto in piena autonomia nell’interesse del popolo dei contrabbassisti! Tuttavia, al sottoscritto è recentemente capitata una disavventura con una certa ditta, che a mio parere non ha a cuore i propri clienti… mah! Vi farò sapere prossimamente com’è finita questa storia. Comunque, che strano modo di farsi pubblicità! Con quello che costano queste corde, avremmo diritto ad un minimo di assistenza… Avete avuto qualche disavventura anche voi? Nel caso, fateci conoscere attraverso la rivista o il forum le vostre esperienze al riguardo: potranno essere utili in futuro. Lascio quindi la parola ad Amin, il quale snocciolerà una serie di croccantissime informazioni suddivise corda per corda: buona lettura!
Alfredo Trebbi
Piccolo preambolo.
Il presente resoconto non ha alcuna pretesa di fornire nessun tipo di verità assoluta.
Ai fini della valutazione di una corda per ogni strumentista sono imprescindibili una serie di parametri personali e soggettivi che non possono essere “standardizzati”, non ultimi il tipo di strumento che si possiede, che modo di suonare si ha (leggero e agile? o massiccio e solido?..), il gusto personale e via dicendo.
Ciò non toglie che molte corde hanno delle caratteristiche oggettive, palesi ed evidenti (per costruzione, per materiali, per tensione, per calibro…) che possono in una qualche maniera comunque manifestarsi in misura diversa da strumento a strumento, ma che ad ogni modo le rendono tecnicamente ed obiettivamente diverse tra loro.
Per tentare una più verosimile descrizione dei vari prodotti, ho ristretto la “mia indagine” a quelle corde che ho potuto testare nel tempo non solo sul mio strumento, ma anche su contrabbassi di amici e colleghi, usando diversi archetti, per evitare di averne un’ opinione viziata dalle caratteristiche del mio equipaggiamento.
Infine, risulta essere influente in maniera apprezzabile –anche se non decisiva- anche la variabile “arco”. Un arco con molto peso,che affonda e scava molto nella corda può non funzionare ottimamente su corde sottili e/o con poca tensione. Parimenti un arco molto leggero e agile potrebbe non funzionare ottimamente su corde con diametro più grande, con maggiore tensione . Senza tenere conto poi delle combinazioni timbriche tra arco e corda che possono pilotare il giudizio personale.
Il mio lavoro, frutto di una viscerale passione per il Nostro amatissimo Strumento e dell’immancabile entusiasmante stimolo del Maestro Trebbi, tratta l’argomento “Corda” –argomento a me particolarmente caro- tentando di isolare il più possibile quelle variabili soggettive e personali, focalizzandosi sulla Corda in sé.
Motivo per il quale le Corde citate sono solo alcune di quelle che ho potuto provare in diverse e
differenti situazioni timbrico-acustiche.
Le corde sono state tutte testate in accordatura da Orchestra.
Nella valutazione dei parametri, Vi prego di considerare, con buon senso, le condizioni più standard possibile.
Pensiamo che il nostro contrabbassista X suona tutti i giorni un numero di ore standard, è mediamente competente e preparato, è mediamente esperto, etc..
Nella scelta della corda ho inoltre cercato di trattare corde per natura e costruzione diversa tra loro, proponendo un campione diversificato e rappresentativo di quello che è il mercato oggi.
Molti prodotti ne sono rimasti fuori, ma era giocoforza fare di necessità virtù.
Le corde recensite sono :
Corelli 370 tx
Velvet Compas180 suit
Thomastik Belcanto
Pirastro Obligato
Pirastro Original Flat.
Sperando di poter apportare un qualcosa di buono alla grande comunità contrabassistica, vi saluto tutti con un grande abbraccio.. quindi un abbraccione... anzi, …un Arpeggione!
Per qualsiasi indicazione e obiezione sono a vostra totale disposizione per chiarimenti e discussioni.
Corelli 370 tx
Velvet Compas 180suit
Thomastik Belcanto
Pirastro Obligato
Pirastro Orig. Flat.
Grado di Tensione
Dichiarate:
G – 25.9 kg
D - 27,3 kg
A- 28,65 kg
E- 28 kg
Tensione bassa.
Dichiarate:
Orchestra: 23kg per corda.
Solo: 29 kg per corda. Tensione molto bassa ed uniforme.
Dichiarate:
G – 28,25 kg
D- 28,75 kg
A- 29,25 kg
E- 28,75 kg.
Tensione mediamente Bassa.
Dichiarate:
G – 28,4 kg
D – 28,1 kg
A – 28,3 kg
E - 27,8 kg
Tensione mediamente Bassa.
Non dichiarata.
Tensione medio/alta.
Risposta vibratoria
Ottima. Eccezionalmente pronte, grazie anche al piccolo diametro e bassa tensione.
Ottima, gratificante, difficili da non far vibrare. Il fuso della corda è molto ampio.. non tenete i ponticelli molto bassi!
Molto buona. La corda vibra bene. Per quanto facile necessita comunque di maggior peso, complici il diametro e la massa (maggiore delle Corelli e simili..)
Molto buona. Il fuso della corda e’ ampio; la corda stessa abbastanza cedevole,non oppone resistenza, seppure il diametro sia particolarmente generoso.
Bisogna saperla mettere in vibrazione. Non è delle più immediate e delle più facili. Necessita di peso nell’arco, complice la tensione non bassa e il diametro.
Risposta sollecitazione dell’arco
Praticamente immediata. Estremamente sensibili alle sollecitazioni, nel bene e nel male (bisogna saperle controllare! Sennò bisognerà abituarsi a piccoli fischi e rumori di fondo..)
Pronte, molto facili da mettere in vibrazione e si controllano molto bene (hanno più massa delle Corelli 370tx).
Eccellente controllo anche nel ppp.
Molto buona. Non tanto nella rapidità di risposta (comunque buona), quanto nella facilità nel controllo e nella gestione. Bella escursione dinamica (dal ppp al fff),anche se dà il meglio nel fff. Silenziosa: suona solo ciò che si mette volontariamente in vibrazione. Praticamente impossibile farla fischiare.
Buona. La corda risuona bene, anche se non risulta particolarmente rapida nel rispondere, probabile complice la sua massa. Non e’ una corda “veloce”…
Sono corde con un notevole potenziale espressivo, che bisogna però saper trovare e gestire,specie nel ppp. Difatti sono estremamente gratificanti nei fff, dove la resistenza della corda fa valere tutto il suo nerbo.
Sensazione al tatto
Molto morbide e flessibili,molto agevoli negli spostamenti. Estremamente facili per la mano sinistra.
Estremamente gradevole. La consistenza della corda lascia l’impressione di suonare sul velluto.
Agevoli negli spostamenti, flessibili.
Per quanto flessibili e facili,risultano comunque più tradizionali e meno agili delle Corelli o delle Velvet. Più solide e ferme, con maggior massa.
Morbide, ma forse un po’ troppo “gommose”. La sensazione è effettivamente di avere sotto le dita qualcosa di sintetico, plasticoso. Mai come in questo caso però il giudizio spetta al gusto personale.
Corde più tradizionali, col classico feeling di casa Pirastro. Anche alla sinistra richiedono una certa attività: non sono dure, ma bisogna abbassarle bene sulla tastiera…
Caratteristiche tecniche
G- nickel, D-A-E- avvolgimento in tungsteno su anima di acciaio. Permette corde più sottili; il tungsteno e’ molto leggero, aggiunge massa senza appesantire.
Rivestimento di acciaio, anima in fibra di seta. Questa e’ la loro caratteristica principale. Molto flessibili, nel bene e nel male: bisogna fermarle bene con la sinistra per evitare che si muovano una volta abbassate..
Il calibro è più in linea con le corde tradizionali; l’anima e’ in avvolgimento di acciaio.
L’anima della corda e’ fatta di fibra sintetica (non meglio precisata dal costruttore.)
Nel diametro la corda risulta più grossa della media. Simula vagamente la risposta del budello, senza tutte le controindicazioni dello stesso.
Acciaio cromato su anima di acciaio.. Niente di particolarmente innovativo o rivoluzionario. Direi una corda anche tecnicamente più convenzionale della altre.
Timbro
Tendente al chiaro, pulito e leggero. Il suono corre preciso. Può risultare poco “contrabbassistico” e più violoncellistico su strumenti chiari o morbidi.
Caldo, avvolgente, molto interessante. Non penetrante e per nulla tagliente. Lasciano suonare lo strumento. Gli armonici sono sensazionali. Può risultare povero di fondamentale e quindi peccare in precisione e definizione,specie su strumenti scuri.
Scuro, pieno, deciso, abbastanza ben definito e preciso, di carattere vigoroso.
Ideale per l’Orchestra. I pizzicati risultano meravigliosamente pieni di alone e “ovatta”.
Molto scuro, molto caldo, rotondo; pochissima punta nel suono, e pochissime frequenze alte, caratteristica che le rende poco definite su strumenti gia di per sé scuri. Richiamano la risposta del budello.
Estremamente ricco e gradevole. Le qualità timbriche sono il pezzo forte di questa corda. Il suono risulta ricco di armoniche, senza tagli particolari di frequenze. Belle e scure le basse che risultano comunque precise, brillanti e presenti acuti e armonici. Il timbro è sempre solido e con direzione, complice la resistenza della corda.
Volume
Notoriamente non molto sonore.
Funzionano molto bene su strumenti duri o un po’ inchiodati: liberando il piano armonico da tensioni eccessive, li fanno suonare di più.
Avendo pochissima tensione liberano lo strumento, dunque i benefici maggiori si traggono in caso di strumento duro. In linea generale, piuttosto che di maggior volume, parlerei di molta più aria nel suono.
Corde molto sonore, dal volume molto generoso e sostenuto. In linea con la filosofia Thomastik delle Spirocore, ma con caratteristiche ben diverse.
Corde molto sonore, dal volume apprezzabile. Anche su strumenti che non suonano molto o di scarsa fattura fanno generosamente la loro parte!
Ottimo. Molto sonore e con un’ottima risposta di volume. Suonano particolarmente bene nei fff.
Montaggio
Semplice, tradizionale.
Molto laborioso e faticoso. Si devono “annodare” alla cordiera e ai piroli; fare molta attenzione alle istruzioni di montaggio, si rischia di romperle.
Semplice, tradizionale.
Semplice, tradizionale.
Semplice, tradizionale.
Durata
Non longeve: 9-12 mesi massimo.
Non longeve, e inoltre particolarmente delicate. Direi 1anno, se non si rompono prima..
Ottima.. questa caratteristica è un cavallo di battaglia di casa Thomastik. Direi 1 anno e mezzo / 2 anni.
Non sono molto longeve. Col tempo possono sfibrarsi all’altezza del ponte. Più o meno 1anno.
Indistruttibili. Qui l’acciaio fa la differenza coi materiali sintetici.. Anche 2 anni senza problemi.
Prezzo
Tra i 125 e i 140 euro.
Costose. Tra i 180 e i 230 euro.
Intorno ai 180 euro.
Intorno ai 130 euro.
Costose: tra i 190 e i 220 euro.
Considerazioni Generali
Indicate per chi cerca una corda molto agile e facile, da “corsa”. Estremamente facili per la mano sinistra. Danno il meglio di sé al ponticello. Essendo piccole di diametro richiedono una certa precisione per l’intonazione e particolare attenzione e controllo per l’efficacia dei colpo d’arco. La loro particolare “maneggevolezza” permette virtuosismi.
Timbricamente molto interessanti, facili da suonare, le “Compas180 suit” possono essere accordate anche da solista, condizione nella quale si esprimono molto bene,rimanendo flessibili. Forse un po’ sottotensione nell’accordatura d’orchestra,ma comunque funzionali. Gentili e raffinate.
Non particolarmente indicate per chi ama molto “spingere” . Ottime anche per Musica Barocca e simili.
Ideali per l’Orchestra e per chi vuole un suono pieno, sullo scuro, dalla notevole pressione sonora. Pur essendo relativamente facili,necessitano di un discreto peso alla destra e una buona pressione alla sinistra. Non si prestano particolarmente a giochi di prestigio e agilità (come invece le Corelli..)
Ideale per chi cerca un suono molto grasso e molto scuro, che richiama la risposta del budello, senza però le controindicazioni del budello (per esempio: la corda tiene bene l’accordatura.) Il margine di tolleranza nell’intonazione è molto alto per caratteristiche di timbro e di calibro. Non è una corda da “corsa”. Indicata per compensare nel timbro strumenti “aperti” o molto chiari.
Grande qualità e ricchezza timbrica, non a caso la corda d’acciaio più costosa della Pirastro. Non “regalano” molto se non a chi suona con peso e sa scavare nella corda. In tal caso la soddisfazione è notevole. Corda precisa, sonora, resistente. Tradizionali. Suono tipico del migliore acciaio.
Possono risultare dure su alcuni strumenti
Ciò non toglie che ad ogni contrabbasso va la sua corda…
…e che “de gustibus non disputandum est…”